Vino: Cotarella di Assoenologi suggerisce l’inserimento dell’agricoltura nelle scuole

L’agricoltura entra nelle scuole elementari: Assoenologi propone un’ora di studio per educare i giovani sulla terra e promuovere il consumo di vino in calo.

Il 2025 segna un anno cruciale per l’agricoltura italiana, con una proposta che sta per essere presentata ufficialmente al Ministero dell’Istruzione e al Ministero dell’Agricoltura. Assoenologi, l’associazione dei produttori di vino, intende introdurre un’ora di agricoltura come materia di studio nelle scuole elementari. Questa iniziativa è stata annunciata dal presidente nazionale Riccardo Cotarella, il quale ha sottolineato l’importanza di educare i più giovani riguardo alla terra e ai suoi frutti.

Cotarella, in un’intervista rilasciata all’ANSA, ha affermato: “Vogliamo che l’agricoltura torni a essere parte del percorso educativo dei più piccoli, poiché i ragazzi di oggi spesso non conoscono la terra, i suoi frutti, la sua storia, il valore culturale e sociale che rappresenta”. Questa proposta si inserisce in una strategia più ampia di promozione della cultura del vino e dell’agricoltura, specialmente in un anno in cui il settore ha affrontato sfide significative, in particolare riguardo ai consumi.

Il calo dei consumi di vino e le azioni di rilancio

Il presidente di Assoenologi ha messo in evidenza la necessità di intervenire con decisione, poiché il consumo di vino sta registrando un calo. “Dobbiamo affrontare questa situazione”, ha dichiarato Cotarella. Tra le azioni programmate, è previsto un evento a Firenze, rivolto ai giovani maggiorenni, che vedrà la partecipazione di scienziati della salute e esperti di marketing. Questo incontro avrà anche un confronto istituzionale con i ministeri competenti, per discutere strategie di rilancio e promozione del settore.

Cotarella ha enfatizzato che l’educazione e la consapevolezza sono fondamentali: “Serve educazione, consapevolezza, conoscenza, non solo promozione”. L’obiettivo è quello di creare una nuova generazione di consumatori informati e appassionati, in grado di apprezzare il valore del vino e dell’agricoltura.

Un bilancio dell’anno e il futuro del vino naturale

Riflettendo sul bilancio del 2025, Cotarella, noto enologo di Orvieto, ha descritto l’anno come caratterizzato da luci e ombre. “Dal punto di vista produttivo, il 2025 è stato un anno buono, in alcuni casi molto buono: quantità equilibrate e grande qualità, anche in territori penalizzati dal clima”, ha commentato. Questo riscontro positivo è incoraggiante, ma la sfida rimane quella di risollevare i consumi.

Infine, Cotarella ha espresso un’opinione netta riguardo ai vini naturali, un tema frequentemente dibattuto. “Non esistono – ha affermato – perché il vino è frutto della vite, ma opera dell’uomo. Tutto il resto sono definizioni non veritiere”. Questa dichiarazione mette in luce la sua posizione sul significato e sulla produzione del vino, sottolineando il ruolo fondamentale dell’intervento umano nel processo di vinificazione.