VitignoItalia festeggia vent’anni di successi: si guarda a una formula innovativa per il futuro

La ventesima edizione di VitignoItalia a Napoli celebra il vino campano e riflette sul futuro delle fiere vinicole, evidenziando cambiamenti e opportunità nel settore.

Alla Stazione Marittima di Napoli, il 19 maggio 2025, si è conclusa la ventesima edizione di VitignoItalia, un evento che ha richiamato oltre 250 aziende e circa 2000 etichette vinicole provenienti da ogni angolo d’Italia. La partecipazione campana ha rappresentato quasi il 40% del totale, evidenziando l’importanza della regione nel panorama enologico nazionale.

Riflessioni sul futuro delle fiere vinicole

Questa edizione ha portato alla luce non solo il successo dell’evento, ma anche importanti riflessioni sul futuro delle fiere vinicole e sul loro ruolo nell’identità territoriale. In vent’anni, il settore del vino ha vissuto cambiamenti significativi, dai consumi ai mercati, fino ai linguaggi e alle generazioni. Napoli, in particolare, ha visto una trasformazione radicale della propria immagine e della propria attrattiva nel corso degli ultimi due decenni.

Impressioni di Maurizio Teti

Maurizio Teti, direttore della manifestazione, ha condiviso le sue impressioni sull’evoluzione del settore e della città. «Se penso a come era il settore e come era la città rispetto al vino quando abbiamo intrapreso questa avventura, mi viene da riflettere a lungo», ha affermato. Ricordando le difficoltà iniziali, Teti ha sottolineato come l’evento abbia messo radici in modo graduale, senza un boom iniziale, ma con una crescita costante che ha permesso di affermarsi nel tempo.

Il legame tra VitignoItalia e Napoli

Il legame tra l’evoluzione di VitignoItalia e quella di Napoli è emerso con chiarezza. Teti ha raccontato di come, all’inizio, ci fosse scetticismo riguardo alla possibilità che Napoli potesse ospitare una manifestazione di tale portata. «Chi arrivava trovava professionalità, organizzazione e contenuti», ha spiegato, evidenziando come queste caratteristiche abbiano contribuito al successo dell’evento.

Focus sull’identità regionale

Nel corso degli anni, VitignoItalia ha consolidato il proprio rapporto con il tessuto produttivo campano, con un focus particolare su temi legati all’identità regionale, come la viticoltura vulcanica e la biodiversità. Teti ha rimarcato l’importanza di mantenere una predominanza di aziende locali, sottolineando che la qualità del vino campano è notevolmente aumentata, contribuendo a creare un confronto e una maggiore consapevolezza nel settore.

Longevità e cambiamento nel settore vinicolo

Il ventennale ha messo in evidenza anche il tema della longevità, con una degustazione dedicata ai grandi bianchi campani del 2006, simbolo del dialogo tra il tempo del vino e quello della manifestazione. Tuttavia, il successo di quest’edizione ha sollevato interrogativi più ampi riguardo all’intero sistema fieristico del settore vinicolo. Teti ha osservato che il mondo del vino sta attraversando un’importante fase di cambiamento, suggerendo che il modello delle fiere debba evolversi per rispondere alle nuove esigenze delle aziende, che richiedono eventi più concentrati e sostenibili.

Formule agili per il futuro

In un contesto di calendari saturi e costi in aumento, Teti ha lasciato intendere che il futuro potrebbe prevedere formule più agili, come eventi di due giorni anziché tre, senza compromettere contenuti e opportunità di networking. Accanto agli aspetti commerciali, VitignoItalia continua a rivendicare una funzione culturale e divulgativa, come dimostrano i tour organizzati per operatori internazionali e i focus su vitigni rari e territori vulcanici. La presenza crescente di giovani appassionati, soprattutto nella giornata inaugurale, testimonia l’entusiasmo per il vino.

Sentimenti positivi per il futuro di VitignoItalia

Teti ha concluso esprimendo una sensazione positiva riguardo alla manifestazione, sottolineando l’importanza di questo entusiasmo in un momento complesso per il settore. La convinzione che il vino campano possieda una ricchezza ampelografica e territoriale straordinaria, ancora non pienamente espressa, è alla base del percorso di VitignoItalia, che da vent’anni si impegna a dare continuità e visibilità a un patrimonio produttivo in continua evoluzione.