Flavio Angiolillo ad Acadèmia, un mix mondiale

di FornellidItalia
Chef in Camicia
Chef in Camicia

Il corso Acadèmia di Flavio Angiolillo ci porta alla scoperta dei distillati del mondo e ci insegna come utilizzarli in cocktail che lasciano a bocca aperta.

Flavio Angiolillo è uno dei bartender più famosi di tutta Milano. Ma se non potete andare in uno dei suoi locali come il Mag Cafè, il 1930, Iter o Backdoor43, potete imparare a preparare i suoi cocktail buonissimi con il suo corso Acadèmia.

 

 

 

Il kit di partenza per diventare bartender

Per diventare bartender, anche a casa, è importante cominciare con gli strumenti giusti. Il più importante? Il jigger, cioè il misurino, è fondamentale per creare cocktail sempre uguali. Non è un accessorio per dilettanti, anzi viene utilizzato dai professionisti per proporre gusti impeccabili. E non dimenticatevi di appuntare le vostre ricette sul vostro quaderno personale!

 

Whisky del mondo

Marco Russo e Flavio Angiolillo vi accompagneranno in un viaggio alla scoperta dei whisky e vi insegneranno come preparare cocktail indimenticabili. A partire dallo scotch whisky per miscelare un Rob Roy, un Bobby Burns o un Robert Burns. Per continuare con il rye whisky e bourbon adatti per Scofflaw e Whisky sour del 1930. A conclusione, i whisky giapponesi estremamente bilanciati e quelli italiani.

 

flavio angiolillo acadèmia

 

 

Cognac, armagnac e calvados

Nel corso di Flavio non poteva mancare una panoramico sui distillati francesi. Un aspetto interessante del cognac è che si tratta spesso di blend di produttori diversi e questo permette di creare un distillato molto particolare. L’armagnac, invece, è meno famoso, ma altrettanto buono, soprattutto per preparare un Siranò di Bergerak (dal film “Chiedimi se sono felice”). Il calvados (non fatevi confondere dalla “s” finale non è spagnolo) altro non è che succo di mele fermentato. Lo state immaginando con sciroppo di cannella tostato, tonica, bitter al sandalo e limone?

 

Grappa italiana, dal caffè ai cocktail

Se una volta la grappa veniva usata solo dai nonni per correggere il caffè dopo pranzo, ora sta prendendo sempre più piede nei cocktail. Un esempio? Immancabile la Grappa corretta al Caffè oppure Vitamina D con distillato di carruba e agrumi.

 

Tequila e burro di cocco

Tequila sale e limone è un classico intramontabile, ma scommetto che non avete mai pensato di assaggiarla con il burro di cocco, in un cocktail strepitoso: Margarita Colada. Oppure per creare un punch caldo, riscaldato in una caffettiera turca.

 

flavio angiolillo acadèmia

 

Mezcal, il distillato di agave

Il mezcal, anche se simile alla tequila, merita un capitolo a parte perché è molto particolare e bisogna cominciare con gradi (in tutti i sensi perché è abbastanza alcolico). Non per altro Flavio ha ideato il Start with Mezcal, con crema di mezcal, oppure Altalenante con estratto di zenzero zuccherato.

 

Gin, moda poco conosciuta

Sebbene il gin sia il distillato che ora va più di moda, pochi riescono a distinguerne bene le caratteristiche. Ad esempio il gin Hendrick’s è uno dei pù profumati e non secchi come in tanti credono. Ma una cosa è sicura: oltre al blasonato gin tonic, c’è una selezione di cocktail buonissimi, come il Lychee Siamo Incontrati dal colore bellissimo (vedere per credere) o l’Oliver Twist con un gin particolarissimo fatto con la salamoia delle olive.

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