Dall’Antichità alla Dieta Mediterranea: quarta edizione a Napoli e Bacoli

La quarta edizione di “Dall’Antichità alla Dieta Mediterranea” esplora il legame tra storia, alimentazione e cultura del vino, favorendo incontri tra aziende e operatori del settore.

Si è conclusa la quarta edizione di “Dall’Antichità alla Dieta Mediterranea: della vite, del vino e del cibo”, un progetto ideato e curato da Dante Stefano Del Vecchio, in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e AIS Campania. Le due giornate di eventi, svoltesi il 3 e 4 settembre 2026, hanno approfondito il legame tra storia, alimentazione, ricerca scientifica, agricoltura, ristorazione e mercati, favorendo incontri tra aziende e operatori del settore.

Il primo giorno al mann

La prima giornata ha avuto luogo presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dove si sono esplorati i legami tra le testimonianze di Pompei ed Ercolano e il significato del vino e del cibo nel corso dei secoli. A dare il via ai lavori, insieme a Del Vecchio, sono stati il direttore generale del museo, Francesco Sirano, l’assessora regionale all’Agricoltura, Maria Carmela Serluca, e l’assessore comunale alla Partecipazione e all’Immagine della città, Carlo Puca.

Francesco Sirano ha evidenziato l’importanza dell’evento, affermando che si è trattato di un momento significativo per il museo e per tutti i partecipanti. Ha sottolineato come la cultura del vino, la storia e l’archeologia si siano unite per valorizzare il patrimonio unico di questa terra, rendendola visibile a livello internazionale. Maria Carmela Serluca ha richiamato l’attenzione sul legame tra produzioni agricole e identità territoriale, definendo il vino non solo come un prodotto, ma come un elemento che racchiude territorio, paesaggio, lavoro, cultura e comunità.

Nel corso della giornata, si è svolto un focus su “La cura del corpo e della mente, dal cibo dell’antichità alla dieta mediterranea”, in cui Paolo Ascierto ha discusso dei rapporti tra alimentazione, prevenzione e ricerca oncologica, sottolineando l’importanza di un consumo responsabile di alcol. Luigi Moio ha parlato del valore culturale e scientifico del vino, considerandolo un “vettore di cultura” e rimarcando l’importanza della moderazione e della trasmissione delle conoscenze.

Il secondo giorno a bacoli

La seconda giornata si è svolta al Parco Borbonico della Casina Vanvitelliana di Bacoli, immerso nel suggestivo contesto dei Campi Flegrei. Qui, AIS Campania ha organizzato una tavola rotonda dal titolo “Presentazione e selezione dei vini nella ristorazione e pizzerie. Valore e cultura”, coordinata dal presidente Tommaso Luongo e arricchita da interventi di esperti del settore come Annibale Discepolo, Antonio Tubelli, Enzo Coccia, Agostino Alboretto e Angela Petroccione.

Durante il dibattito, è emersa l’esigenza di rendere il vino più accessibile a un pubblico più vasto, attraverso carte dei vini chiare, offerte al calice e prezzi competitivi. La pizza è stata identificata come un possibile veicolo per attrarre nuovi consumatori, mantenendo e reinterpretando il legame tra cucina, vino e territorio. Gli interventi dei Consorzi di tutela del Sannio e del Friuli Venezia Giulia hanno illustrato la capacità dei territori di fare sistema.

Tommaso Luongo ha affermato che il successo dell’iniziativa sottolinea come il legame tra cultura, impresa e storia sia uno dei format più promettenti per la promozione del vino nel futuro. Questi elementi, uniti, possono restituire al vino una profondità e un’identità significative.

A chiudere l’iniziativa, Dante Stefano Del Vecchio ha espresso soddisfazione per il confronto avvenuto, sottolineando la partecipazione attiva e l’interesse del pubblico. Ha evidenziato come l’evento abbia unito bellezze locali, cibo e vino, creando un’importante occasione di dialogo tra cultura, ricerca e impresa.