Un anarchico trentaseienne è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di detenzione di materiale con finalità di terrorismo, oltre a contestazioni per lesioni aggravate e permanenti al viso, violenza e resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Secondo gli inquirenti, nel telefono e nel pc dell’uomo sarebbero state trovate istruzioni su come preparare ordigni e indicazioni per sabotare treni e istituti penitenziari.
La misura restrittiva è stata emessa al termine di un’indagine coordinata dalla procura capitolina e condotta dalla Digos della Questura di Roma, che sarebbe partita proprio dal ferimento di un vice dirigente della Digos. Il funzionario, colpito al volto da una bottiglia lanciata durante un corteo, è rimasto ferito in modo ritenuto grave.
Telefono e computer: le accuse
Nel corso delle verifiche, gli investigatori riferiscono di aver trovato sul telefono e sul pc dell’arrestato materiale con indicazioni operative: regole per ordigni e possibili azioni di sabotaggio. Le contestazioni comprendono anche la presunta responsabilità del lancio di un oggetto che avrebbe colpito il vice dirigente della Digos durante la manifestazione del 18 aprile, episodio che secondo chi indaga avrebbe dato avvio all’attività.
Secondo la ricostruzione resa nota, il lancio di oggetti sarebbe avvenuto durante momenti di tensione tra anarchici e un fotografo che seguiva il corteo. L’arrestato, per gli inquirenti, sarebbe stato l’autore della bottiglia di vetro che raggiunse alla testa il funzionario della polizia.
Il corteo del 18 aprile e i precedenti
Il 18 aprile nella Capitale si è svolto un corteo a sostegno di Alfredo Cospito. Il programma prevedeva l’arrivo di circa duecento anarchici in piazza Immacolata, nel quartiere San Lorenzo, con sfilata al grido “Fuori Alfredo dal 41 bis”. Il corteo non era stato preavvisato, ma è stato poi autorizzato dopo una trattativa con le forze dell’ordine.
Nel giorno dell’arresto, riferisce la fonte, davanti al carcere di Sanremo si è svolto anche un presidio anarchico per esprimere solidarietà a Luca Dolce, detto Stecco, esponente del gruppo trentino arrestato nell’ottobre del 2023 dopo due anni di latitanza.
La fonte aggiunge che l’uomo, originario della provincia di Napoli, avrebbe alle spalle alcuni precedenti di polizia non collegati alla “galassia” anarchica: sarebbe stato denunciato tre volte, nel 2017 per la detenzione di un coltello quando era ancora minorenne, nel 2014 in un contesto di spaccio di droga, e nel 2019 per una lite in strada a Tivoli.
Per il ferito, la premier Giorgia Meloni ha espresso vicinanza e solidarietà. La fonte riporta anche la dichiarazione secondo cui a chi pensa di intimidire lo Stato con la violenza “non ci riuscirà”.
Fonte originale: Le istruzioni per le bombe sul telefono, arrestato un anarchico – Notizie – Ansa.it