Dal credito d’imposta alla flotta: 260 milioni per agricoltura e pesca nel Ddl di Bilancio
Il disegno di legge di Bilancio prevede 160 milioni di euro per rafforzare il credito d’imposta Agricoltura 4.0: 80 milioni saranno stanziati nel 2027 e altri 80 milioni nel 2028. Le risorse dovrebbero sostenere l’acquisto di nuovi macchinari e tecnologie, l’ammodernamento delle attività produttive, il miglioramento dell’efficienza energetica e la riduzione dei consumi.
Il provvedimento comprende anche un fondo da 100 milioni per l’ammodernamento della flotta peschereccia italiana. La dotazione sarà distribuita con 60 milioni nel 2027 e 40 milioni nel 2028. Gli interventi riguarderanno l’efficientamento energetico e l’ammodernamento sostenibile delle unità da pesca, oltre alla sicurezza e alle condizioni di lavoro del personale imbarcato e alla competitività delle imprese.
Le agevolazioni fiscali per i redditi agricoli
L’articolo 11 del Ddl di Bilancio estende al 2027 l’esenzione Irpef sui redditi dominicali e agrari, già prevista per il triennio 2024-2026. La detassazione è fissata al 100% per i redditi fino a 10mila euro e al 50% per la parte eccedente tale soglia, comunque non superiore a 15mila euro.
Secondo le stime della relazione tecnica, la misura produrrà nel 2028 minori entrate fiscali per circa 221,5 milioni di euro, considerando Irpef e addizionali regionali e comunali. Per il 2029 è previsto invece un recupero di gettito pari a 90,4 milioni.
Considerando gli effetti di cassa dei due anni, la relazione stima minori entrate Irpef di competenza annua per circa -119,2 milioni di euro. A queste si aggiungono minori entrate per 8,6 milioni di addizionale regionale e per 3,3 milioni di addizionale comunale.
Fondo per i pescherecci e tutele per i lavoratori
Il fondo previsto dall’articolo 88 sarà destinato a interventi finalizzati anche alla riduzione dei consumi energetici della flotta. I criteri e le modalità di accesso ai finanziamenti saranno definiti con un successivo decreto del ministero dell’Agricoltura.
Dal 2027 il Ddl introduce inoltre una cassa integrazione per i lavoratori della pesca, con un’indennità pari all’80% della retribuzione per un massimo di 90 giornate annue. La prestazione riguarda le giornate non lavorate a causa di sospensioni temporanee dell’attività non imputabili al datore di lavoro o ai lavoratori.
Tra le cause indicate rientrano le intemperie stagionali, i fenomeni infettivi e gli attacchi parassitari rilevanti, la mancanza di lavoro o la perdita di commesse, la perdita consistente del prodotto e i provvedimenti delle autorità nazionali o dell’Unione europea. La relazione tecnica precisa che, dal 2027, la misura non sarà prorogata perché sostituita «in via strutturale» dalle tutele previste dalla nuova disposizione.
Fonte originale: Manovra, 160 milioni per rifinanziamento credito d’imposta Agricoltura 4.0