Cibus Tec 2026 ha riunito a Parma 1.300 aziende e brand provenienti da oltre 35 Paesi. La manifestazione, svoltasi dal 27 al 30 ottobre, ha registrato una presenza estera intorno al 30% e quasi 500 novità di prodotto, secondo quanto riferito da Franco Mosconi, presidente di Fiere di Parma.
La cerimonia inaugurale ha collegato la fiera al World Pasta Day, celebrato nello stesso contesto, e a Labotec, appuntamento dedicato alle tecnologie, alle soluzioni e ai servizi per laboratori e analisi. La manifestazione ha proposto approfondimenti scientifici e momenti di confronto internazionale sul settore alimentare.
Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, assente per impegni istituzionali, ha inviato un messaggio letto in sala. «Cibus Tec e il World Pasta Day sono due facce della stessa medaglia», ha scritto, riferendosi da una parte alla pasta come simbolo della cucina italiana e dall’altra alle tecnologie che sostengono la competitività delle produzioni.
Export e competenze italiane
Nel messaggio, Tajani ha citato il ruolo dell’Italia nell’export di macchinari per la lavorazione alimentare, con una quota del 17,5% a livello mondiale. Nel confezionamento, ha aggiunto, l’export supera gli 8 miliardi di euro, mentre l’agroalimentare vale 71 miliardi, pari all’11% delle esportazioni italiane.
«Quando esportiamo un macchinario italiano esportiamo innovazione, tecnologia e competenze», ha sottolineato il ministro. Tajani ha inoltre richiamato la sicurezza alimentare come elemento rilevante per la stabilità del Mediterraneo allargato e dell’Africa, oltre al ruolo di ambasciate e consolati nel sostegno alle imprese italiane all’estero.
La strategia indicata è quella della diversificazione verso i mercati ad alto potenziale. Nel 2025 l’export italiano ha raggiunto il record di 643 miliardi di euro e, nei primi otto mesi del 2026, è cresciuto del 5%. L’obiettivo dichiarato dal governo è arrivare a 700 miliardi entro il 2027.
La fiera e i prossimi appuntamenti
Per Mosconi, l’edizione 2026 è stata la più internazionale nella storia di Cibus Tec. La fiera è organizzata dal 2015 insieme a Koelnmesse e si tiene ogni tre anni: una cadenza che, secondo il presidente di Fiere di Parma, permette di rendere visibile il progresso tecnologico nei comparti della meccanica, dell’automazione e della meccatronica applicate all’alimentare e alle bevande.
Labotec, giunta alla seconda edizione, ha coinvolto oltre 250 aziende. All’organizzazione di Cibus Tec hanno contribuito anche ICE, con un programma di incoming di buyer esteri, la Regione Emilia-Romagna, l’Unione Parmense degli Industriali e la sua scuola di formazione, attraverso iniziative rivolte a talenti e nuove imprese.
Il prossimo appuntamento indicato da Fiere di Parma è Cibus, in programma dal 4 al 6 maggio 2027. Cibus Tec tornerà invece nel 2029. In chiusura, il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha definito la manifestazione un riferimento per chi investe in automazione e macchinari, sottolineando il ruolo di tecnologia, competenze e identità produttiva del territorio.
Fonte originale: Cibus Tec 2026, l’industria alimentare e il valore delle competenze italiane