Agroalimentare italiano, nel secondo trimestre del 2026 le esportazioni sono tornate a crescere dell’1,9% rispetto allo stesso periodo del 2025, dopo il lieve calo del primo trimestre. Il fatturato dell’industria alimentare, però, è diminuito del 4,7%. I dati emergono dal bollettino trimestrale CreaAgritrend, elaborato dal Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia.
Nel confronto annuale si registrano variazioni positive in agricoltura (+0,4%), industria (+0,5%) e servizi (+1,1%). La domanda interna ha sostenuto il quadro con l’aumento dei consumi finali (+0,3%), degli investimenti fissi lordi (+0,3%) e della spesa delle famiglie in beni durevoli (+0,9%).
Industria alimentare stabile, ma fatturato in calo
Rispetto al trimestre precedente, il valore aggiunto è diminuito in agricoltura dello 0,2% e nell’industria dello 0,5%. I servizi sono invece cresciuti dello 0,4%.
La produzione dell’industria alimentare è rimasta stabile su base annua, con una variazione positiva dello 0,1%. Il calo del fatturato è legato alla contrazione del mercato interno, pari al 6,5%, compensata soltanto in parte dalla crescita del mercato estero, aumentato del 3%.
Export in crescita, giù vino e olio d’oliva
Le importazioni sono diminuite dell’1,6% rispetto al 2025, mentre le esportazioni sono tornate a salire. A trainare le vendite sono stati i prodotti lattiero-caseari (+2,7%), le carni preparate (+2,9%) e i derivati dei cereali (+2,1%). Sono invece diminuite quelle di vino (-3%), prodotti dolciari (-6%) e olio d’oliva (-15%).
Le vendite sono aumentate verso Francia (+1,5%), Regno Unito (+2,7%) e Svizzera (+2,1%), mentre sono diminuite verso Germania (-1,9%) e Stati Uniti (-2,9%).
Per le importazioni, la Spagna si è riconfermata il primo partner commerciale. Sono arretrati gli acquisti dai Paesi Bassi (-12,1%), dalla Germania (-5,6%) e dalla Francia (-4,9%), mentre sono aumentati quelli dall’Austria (+7,3%) e dal Brasile (+3,2%). Tra le merci importate sono cresciuti i prodotti ittici (+6,8%) e oli e grassi (+4,4%); in calo carni fresche e congelate, lattiero-caseari, cacao e caffè greggio.
Più fiducia e attenzione alla qualità del vino
È migliorato anche il clima di fiducia del settore: il 64% dei giudizi è positivo, con una variazione di +2,6% rispetto al trimestre precedente. I pareri negativi sono il 34,7%.
Il focus sulle scelte e sul consumo di vino indica che il 94,4% degli italiani lo beve occasionalmente, con preferenze che variano in base all’età e al genere. Nelle scelte di acquisto prevalgono il gusto (82%) e la denominazione di origine (73,7%). Il 41,2% si dichiara disposto a spendere oltre 20 euro per una bottiglia.
Fonte originale: Agroalimentare II trimestre 2026 tiene, export continua a crescere