La campagna 2026 del pomodoro da industria si chiude in Italia con 6,3 milioni di tonnellate trasformate, un quantitativo in aumento rispetto all’anno precedente. Secondo Anicav, il risultato consolida il Paese al secondo posto mondiale per quantità, dopo gli Stati Uniti e prima della Cina.
Superfici in crescita e ripartizione territoriale
Il dato arriva al termine di una campagna caratterizzata da un aumento delle superfici coltivate, salite a 86.382 ettari. Di questi, 48.313 ettari si trovano nel Bacino Nord e 38.069 nel Bacino Centro Sud.
Nel dettaglio, il Bacino Centro Sud ha raggiunto 3,1 milioni di tonnellate trasformate, mentre il Bacino Nord si è attestato a 3,2 milioni. Le quantità sono state ottenute in una stagione che Anicav definisce complessa per le aziende di trasformazione, impegnate a mantenere alta la qualità delle produzioni.
Energia e costi industriali
Secondo l’associazione, durante il periodo di lavorazione il prezzo medio di campagna del gas è aumentato del 103% rispetto al 2025, più che raddoppiando. Anche l’energia elettrica ha registrato un incremento, pari al 78%, con ulteriori effetti sulla pressione dei costi industriali.
Aldo Rodolfi, presidente di Anicav, descrive una campagna “particolarmente lunga e difficile”, con criticità nei due bacini produttivi e dinamiche differenti. Nella sua valutazione, gli aumenti energetici hanno inciso sui processi produttivi e sui trasporti, mentre il prezzo del pomodoro è rimasto il più alto al mondo.
Rodolfi considera quindi fondamentale avviare fin da subito un’attenta programmazione della campagna 2027.
Fonte originale: Pomodoro da industria, in Italia trasformate 6,3 milioni di tonnellate