Nei primi sei mesi del 2026, i disastri naturali hanno provocato perdite globali che si avvicinano a un totale di 112 miliardi di dollari. Solo 44 miliardi di dollari di queste perdite erano coperti da polizze assicurative, evidenziando un significativo divario assicurativo del 60%. Questi dati emergono dall’analisi annuale condotta da Munich Re sulle catastrofi naturali.
Le ondate di calore e il cambiamento climatico
La prima metà dell’anno è stata caratterizzata da ondate di calore record in Nord America e Europa. Le ricerche condotte indicano un legame diretto tra queste ondate di calore e il cambiamento climatico. In particolare, un’analisi ha mostrato che l’ondata di calore più recente in Europa sarebbe stata di circa 3,5°C più fresca se fosse accaduta cinquant’anni fa. Attualmente, Europa si conferma il continente con il tasso di riscaldamento più elevato, superando di oltre il doppio la media globale.
In Germania, il Robert Koch Institute ha stimato che tra aprile e giugno il caldo estremo ha causato oltre 5.000 decessi. L’impatto economico delle ondate di calore è complesso da misurare, poiché non generano danni diretti alle strutture. Le perdite economiche derivano principalmente dalla diminuzione della produttività e dalle interruzioni della produzione, oltre ai danni alle infrastrutture e ai raccolti compromessi.
Impatto sulla produttività e sull’economia
Un’indagine condotta dall’OCSE, analizzando i dati di 23 economie sviluppate, ha rivelato che la produttività lavorativa subisce un notevole calo durante le ondate di calore e nei giorni di temperature estreme. È stato osservato che un incremento di dieci giorni in cui le temperature superano i 35 gradi comporta una diminuzione media annuale della produttività del 0,3%. Questo calo è paragonabile all’effetto di un aumento del 5% dei costi energetici.
Oltre alle ondate di calore, Europa ha dovuto affrontare violente tempeste invernali che hanno causato danni significativi. Le perdite complessive dovute ai disastri naturali in questa regione ammontano a circa 22 miliardi di dollari, con le perdite assicurate che superano di poco i 7 miliardi di dollari, valori che superano le medie degli ultimi dieci anni. La situazione mette in risalto la crescente vulnerabilità delle economie europee agli eventi climatici estremi e l’importanza di strategie di adattamento e mitigazione.
