“L’olio extravergine italiano non è una commodity sulla quale competere esclusivamente attraverso il prezzo, ma un patrimonio di qualità, competenze, biodiversità e tradizioni produttive che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy”. È questa la posizione condivisa da Cna AgroAlimentare, Associazione Frantoiani di Puglia, Associazione dei Mastri Oleari e Consorzio Frantoi Artigiani e Piccole Imprese dopo il primo confronto con la Grande Distribuzione Organizzata, svolto al ministero delle Imprese e del Made in Italy.
“L’obiettivo prioritario”, sottolineano le quattro organizzazioni, è restituire valore all’olio italiano e alle imprese della filiera. L’incontro con la Grande Distribuzione rappresenta “un primo passo importante”. Ora, aggiungono, “occorre proseguire il confronto con spirito costruttivo, senza contrapposizioni né accelerazioni, per individuare soluzioni concrete e condivise”.
Confronto con la Grande Distribuzione
Le associazioni indicano che la Grande Distribuzione svolge un ruolo decisivo nell’orientare le scelte dei consumatori. Per questo hanno proposto di rafforzare la presenza e la riconoscibilità dell’olio italiano sugli scaffali e di proseguire il confronto in modo costruttivo, senza contrapposizioni né accelerazioni.
Le proposte
Tra le misure proposte: rafforzare la presenza e la riconoscibilità dell’olio italiano sugli scaffali; sperimentare le “Isole della Biodiversità Olivicola Italiana”, dedicate a cultivar e territori; e valorizzare, sulle confezioni, la figura professionale del Mastro Oleario.
Fonte originale: Cna AgroAlimentare e associazioni frantoiani, olio italiano non è una commodity