Coldiretti: il 97% dei prodotti alimentari extra Ue arriva senza controlli

Il 97% dei prodotti alimentari importati in Europa non è controllato, creando rischi per la salute dei consumatori e per l’agricoltura europea, secondo Coldiretti.

Il 97% dei prodotti alimentari importati da Paesi extra Unione Europea entra nel mercato europeo senza alcun controllo adeguato. Questa situazione è emersa durante un evento organizzato da Coldiretti al Villaggio contadino di Bologna, dove il presidente Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo hanno sollevato preoccupazioni riguardo ai porti, come quello di Rotterdam, dove le verifiche vengono ritenute insufficienti. La manifestazione, che si svolge dal 15 al 17 settembre 2025, vedrà la partecipazione anche del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, nella giornata conclusiva.

Controlli insufficienti sui prodotti agroalimentari

Coldiretti ha evidenziato che soltanto il 3% delle merci agroalimentari provenienti dall’estero viene sottoposto a test per garantirne la salubrità. Questo sistema di controlli, descritto come “a macchia di leopardo”, permette l’ingresso di prodotti che non rispettano gli standard europei, creando una situazione che, secondo l’associazione, compromette la salute dei consumatori e la competitività delle aziende italiane, le quali sono obbligate a seguire normative più rigide. Tra i temi di maggiore preoccupazione c’è l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur, che potrebbe aumentare l’importazione in Europa di carne, riso, miele e zucchero, prodotti con l’uso di antibiotici e pesticidi vietati nell’Unione. Nei primi otto mesi del 2025, le importazioni agroalimentari dal blocco sudamericano in Italia hanno registrato un incremento del 18%, raggiungendo un valore di 2,3 miliardi di euro, mentre le esportazioni italiane hanno subito un calo dell’8%, contribuendo a un disavanzo commerciale crescente.

Rischi per l’agricoltura europea

Prandini ha dichiarato che “senza il principio di reciprocità, l’agricoltura europea rischia di non essere tutelata”. Coldiretti ha anche messo in evidenza i pericoli legati alle tensioni commerciali con gli Stati Uniti. L’introduzione di nuovi dazi su prodotti agroalimentari italiani ha già avuto un impatto sulle esportazioni, con un calo del 18% per il vino nel mese di settembre e diminuzioni significative in agosto per olio (-62%), derivati del pomodoro (-36%) e pasta (-21%). Il timore è che l’aumento dei prezzi degli alimenti italiani possa favorire il mercato dei falsi, in particolare i formaggi “italian sounding”, già ampiamente diffusi negli Stati Uniti, dove si producono oltre 2,7 miliardi di chili di formaggi all’anno. Gesmundo ha concluso affermando che “non siamo contrari agli accordi commerciali, ma senza protezione ambientale e sociale si rischia di esportare inquinamento e di indebolire il presidio del territorio garantito dagli agricoltori europei”.