Export di formaggi italiani supera i 3 miliardi nel primo semestre 2026

Le esportazioni di formaggi italiani superano i 3 miliardi di euro nel primo semestre del 2026, evidenziando una crescita nei volumi ma un calo del valore medio.

Le esportazioni di formaggi italiani hanno raggiunto un nuovo traguardo nel primo semestre del 2026, superando per la prima volta i 3 miliardi di euro. Questo risultato, che segna una crescita significativa, si è concretizzato a metà anno, con un volume totale di 348.756 tonnellate e un incremento del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. I dati, forniti da CLAL e comunicati da Assolatte, evidenziano una continua espansione della presenza internazionale del settore, anche se con andamenti variabili tra i diversi prodotti e mercati.

Aumento dei volumi, ma calo del valore medio

Nel confronto con il primo semestre del 2025, quando le esportazioni ammontavano a 337.367 tonnellate e un valore di 2,982 miliardi di euro, l’Italia ha incrementato le vendite all’estero di 11.389 tonnellate, con un guadagno di circa 61 milioni di euro. Tuttavia, nonostante l’aumento delle quantità, il valore medio delle esportazioni ha subito una flessione dell’1,3%, fissandosi a 8,72 euro al chilogrammo. Questo fenomeno indica che la crescita dei volumi non sempre si traduce in un aumento proporzionale del valore. Le variazioni nel valore medio possono derivare anche dalla diversità dei prodotti esportati e dai mercati di destinazione, piuttosto che da una riduzione dei prezzi.

Assolatte ha messo in evidenza le sfide legate alla concorrenza internazionale e ai costi logistici. Il presidente Paolo Zanetti ha sottolineato come molte aziende siano state costrette a rivedere i propri margini per mantenere le quote di mercato, una situazione confermata dai dati statistici che mostrano la diminuzione del valore medio delle esportazioni.

Grana Padano e Parmigiano Reggiano: crescita in valore

L’analisi delle singole categorie di formaggi rivela differenze significative. Il raggruppamento che comprende Grana Padano e Parmigiano Reggiano ha visto un incremento delle esportazioni a 61.665 tonnellate, con un aumento del 3,5%. Il valore di queste esportazioni è salito dell’8,2%, superando i 920 milioni di euro. Anche il valore medio per chilogrammo di questi formaggi è cresciuto del 4,5%.

I formaggi freschi si confermano un’importante componente dell’export, con 178.922 tonnellate esportate (+5,3%) e un valore che supera il 1,06 miliardi di euro, in crescita dello 0,5%. Tra questi, la mozzarella ha raggiunto 83.127 tonnellate (+3%), ma ha registrato una contrazione del 1,2% in valore, fermandosi a circa 504 milioni di euro. Anche i formaggi grattugiati o in polvere hanno visto un incremento, con 40.223 tonnellate (+2,4%) e un valore di circa 478 milioni di euro (+2,6%).

Gorgonzola e Pecorino: trend negativo

Non tutte le categorie di formaggi hanno beneficiato dell’espansione delle esportazioni. Il Gorgonzola ha registrato una diminuzione del 2,3% nei volumi, scendendo a 12.435 tonnellate, con un valore che è calato del 4,2%, attestandosi a 99,4 milioni di euro. La situazione è più critica per il raggruppamento che include Pecorino e Fiore Sardo, con una diminuzione del 9,1% nei volumi esportati, che si sono ridotti a 9.218 tonnellate, e un calo del 14,6% nel valore, che ha raggiunto 113,6 milioni di euro.

Questi risultati indicano che la crescita complessiva delle esportazioni non è uniforme. Le diverse categorie di formaggi presentano dinamiche commerciali distinte, richiedendo analisi specifiche per comprendere le tendenze del mercato.

Il ruolo dell’Unione Europea nelle esportazioni

La distribuzione geografica delle vendite evidenzia una forte concentrazione nei Paesi dell’Unione Europea. Nel primo semestre del 2026, le esportazioni verso i mercati UE hanno raggiunto 250.095 tonnellate, con un aumento del 4,4% e un valore di 2,072 miliardi di euro (+2,9%). Le esportazioni verso i mercati extra UE ammontano a 98.661 tonnellate, con una crescita dell’1% in volume e dello 0,2% in valore, fermandosi a circa 971 milioni di euro.

Assolatte ha segnalato incrementi significativi dei volumi esportati verso Francia (+2,8%), Germania (+4,1%) e Spagna (+4,6%), con crescite a doppia cifra in Belgio, Austria, Paesi Bassi e Polonia. L’Unione Europea assorbe quindi circa il 72% delle quantità esportate, contribuendo in modo significativo all’incremento registrato nel semestre.

Il superamento della soglia dei 3 miliardi di euro rappresenta un traguardo importante per l’export caseario italiano. Tuttavia, l’analisi dei volumi, dei valori e dei mercati rivela una situazione complessa: alcune categorie stanno aumentando il valore delle vendite più rapidamente delle quantità, mentre altre stanno affrontando contrazioni o riduzioni del valore medio. I dati del 2026 sono ancora provvisori e potrebbero essere soggetti a rettifiche da parte di Istat.