Il progetto VALO.RE. I.N. si propone di potenziare la competitività del settore della frutta a guscio in Italia, attraverso la valorizzazione di varietà locali e il miglioramento della qualità delle produzioni sia fresche che trasformate. Questa iniziativa, denominata CA.M.P.O. (“Azioni di VALOrizzazione e REcupero per le filiere Italiane di Nocciolo, CAstagno, Mandorlo, Pistacchio e carrubO“), è finanziata dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) e coordinata dal CREA, con la collaborazione delle Università di Torino, Firenze, Bari, Palermo e Catania. I risultati finali del progetto sono stati presentati il 15 gennaio 2025 a Roma.
Obiettivi e struttura del progetto
Il progetto ha coinvolto un totale di 13 unità operative e si è sviluppato attraverso cinque linee di ricerca principali. Queste linee si concentrano sulla valorizzazione e il recupero delle filiere di castagno, mandorlo, pistacchio e carrubo, oltre all’analisi statistico-economica delle filiere stesse. Il CREA ha giocato un ruolo cruciale, garantendo una forte partecipazione degli attori del settore della frutta a guscio, tra cui imprenditori agricoli, trasformatori e vivaisti. L’obiettivo è stato quello di diffondere le conoscenze acquisite dal partenariato in vari ambiti, come il miglioramento genetico, il vivaismo, le tecniche colturali, la patologia vegetale, la sostenibilità e l’innovazione nei processi e nei prodotti.
Risultati e innovazioni
Tra i risultati più significativi emersi dal progetto, spiccano le strategie di irrigazione e i metodi di monitoraggio sviluppati per ottimizzare l’uso dell’acqua nei mandorleti, che stanno affrontando le sfide legate al cambiamento climatico. Le ricerche hanno dimostrato che è possibile risparmiare oltre il 20% di acqua, mantenendo al contempo la resa e la qualità delle produzioni. Inoltre, sono emerse ottime opportunità di valorizzazione delle produzioni castanicole meno pregiate, attraverso l’uso di ingredienti ancora poco sfruttati, come la birra alle castagne e l’idromele di miele di castagno. A fine 2025, il progetto ha mappato più di 100 varietà di birre artigianali a base di castagne, prodotte da circa 70 birrifici in tutto il territorio italiano.
Economia circolare e sostenibilità
Infine, il progetto ha aperto nuove prospettive in termini di economia circolare, in particolare riguardo ai residui della lavorazione dei semi di carrubo, storicamente considerati scarti industriali. Questi materiali possono trasformarsi in risorse preziose per la produzione di energia e ammendanti agricoli, contribuendo così a una gestione più sostenibile delle risorse. La sinergia tra ricerca, agricoltura e innovazione rappresenta un passo importante verso un futuro più sostenibile per il settore della frutta a guscio in Italia.
