A SIGEP World 2026, tenutasi a Rimini dal 20 al 24 gennaio, Fabio Russo ha avuto l’opportunità di conversare con Giulio Trombetta, Amministratore Delegato di Caffè Costadoro. Negli ultimi anni, l’azienda ha ampliato la propria presenza, non limitandosi al canale Horeca, ma estendendosi anche a retail, vending e private label, mantenendo sempre un elevato standard qualitativo.
Le sfide del settore caffè
Nonostante le difficoltà che il settore sta affrontando, influenzato da vari fattori geopolitici e ambientali, Caffè Costadoro persegue l’obiettivo di mantenere alti gli standard qualitativi per il cliente finale. Trombetta ha sottolineato che questo impegno potrebbe comportare una riduzione del margine di guadagno. Scendere a compromessi sulla qualità, ha affermato, significherebbe vanificare 135 anni di storia e la reputazione costruita con dedizione nel tempo.
Strategia per il futuro
La strategia per affrontare questo periodo complesso consiste nel trasmettere ai baristi la possibilità di aumentare il prezzo al cliente finale, il che porterebbe a un maggior guadagno per gli esercenti. Questo approccio mira a valorizzare il lavoro dei professionisti e a migliorare la percezione del valore da parte dei consumatori. In un contesto in cui la trasparenza sui costi delle materie prime diventa cruciale, la sostenibilità dell’intera filiera è un elemento centrale.
Educazione e valore del caffè
La sfida, quindi, non è solo quella di mantenere la qualità del prodotto in tazza, ma anche di educare i baristi e i consumatori sull’importanza di investire in un caffè di alta qualità. Trombetta ha evidenziato che il valore percepito del caffè deve riflettere il lavoro e l’impegno profusi nella sua preparazione, creando un ciclo virtuoso che possa beneficiare sia i produttori che i consumatori.
