A ottobre l’indice Fao arretra, ma lo zucchero sale ai massimi da dicembre 2024
I prezzi mondiali delle materie prime alimentari sono diminuiti dell’1,2% a ottobre rispetto al mese precedente. Il calo, rilevato dall’indice della Fao, è stato favorito dalla minore domanda di importazioni e ha interessato soprattutto cereali, prodotti lattiero-caseari e carne.
Nonostante la flessione mensile, i listini restano del 5,9% più alti rispetto a un anno fa e del 16,4% inferiori al picco raggiunto nel marzo 2022. I ribassi della maggior parte delle categorie hanno compensato l’aumento dello zucchero e il lieve rialzo degli oli vegetali.
Cereali in calo, zucchero in forte aumento
I prezzi dei cereali sono scesi del 4,5% su settembre, mentre il riso ha segnato un incremento dell’1,6%. Gli oli vegetali sono aumentati dello 0,3%, sostenuti dalle quotazioni più elevate di soia e girasole, che hanno compensato il calo della colza.
La carne ha registrato una diminuzione dell’1,2% e i prodotti lattiero-caseari dell’1,1%; entrambe le categorie sono però rimaste leggermente sopra il livello dell’anno precedente. Lo zucchero è invece salito per il quarto mese consecutivo, con un aumento del 6,6% rispetto a settembre e del 28,8% annuo. La quotazione ha così raggiunto il livello più alto da dicembre 2024.
Secondo le previsioni della Fao, la produzione cerealicola globale dovrebbe diminuire rispetto al record del 2025, pur mantenendosi al secondo livello più alto mai registrato, pari a 2.999 milioni di tonnellate. Gli scambi commerciali sono attesi in calo dell’8,6%, mentre le spedizioni di grano dei principali esportatori dovrebbero ridursi della stessa percentuale per problemi di approvvigionamento o logistici.
Fonte originale: Fao, prezzi alimentari in calo dell’1,2% ad ottobre ma superiori del 5,9% sull’anno