Murgo: il primo Metodo Classico siciliano da uve autoctone e la nuova narrazione dell’Etna

La cantina Scammacca del Murgo in Sicilia promuove il Nerello Mascalese per spumanti, combinando tradizione e innovazione nella viticoltura dell’Etna, affrontando le sfide del cambiamento climatico.

Le bollicine prodotte in Sicilia stanno guadagnando una crescente attenzione, rappresentando una delle espressioni più vivaci della viticoltura isolana. Questa evoluzione è il frutto di scelte audaci, come quella di utilizzare il Nerello Mascalese, tradizionalmente associato ai vini rossi, per la produzione di spumanti. Nel 1991, la famiglia Scammacca del Murgo ha lanciato sul mercato il primo Metodo Classico siciliano realizzato con uve autoctone, anticipando una tendenza che avrebbe preso piede nei decenni successivi.

Le origini della viticoltura a Santa venerina

Per comprendere il percorso della cantina, è necessario risalire a oltre un secolo fa, alle pendici del vulcano Etna, noto localmente come “Idda” o “Muntagna”. Qui, nella tenuta di San Michele a Santa Venerina, nel 1860, ha avuto inizio una tradizione vitivinicola che si è tramandata attraverso le generazioni. Michele Scammacca del Murgo ricorda con orgoglio che la sua famiglia era già attiva prima dell’unità d’Italia, un legame profondo con la terra che ha influenzato la loro visione agricola.

Negli anni tra il 1969 e il 1970, la famiglia ha intrapreso un significativo rinnovamento del vigneto, recuperando i terrazzamenti e introducendo impianti a spalliera che hanno modernizzato la viticoltura. Michele ricorda quegli anni come un periodo di grande cambiamento, paragonabile alla conquista della Luna. La decisione di non limitarsi più alla semplice produzione di uva ha segnato una svolta cruciale. All’inizio degli anni Ottanta, il barone Emanuele Scammacca del Murgo ha imbottigliato il primo vino aziendale, dando vita al primo Etna Rosso Murgo, un passo che ha aperto nuove opportunità.

La spumantizzazione e il nerello mascalese

Negli anni successivi, Michele ha osservato attentamente il comportamento del Nerello Mascalese, riconoscendo in esso potenzialità fino ad allora sottovalutate. La sua acidità naturale e la lenta maturazione lo rendevano particolarmente adatto alla spumantizzazione. Nel 1989, la cantina ha prodotto le prime tremila bottiglie di Metodo Classico, commercializzate nel 1991 come primo Metodo Classico siciliano ottenuto da uve autoctone. Questa innovazione ha aperto la strada a molte altre aziende vinicole dell’Etna.

La filosofia della famiglia Scammacca si è sempre concentrata sulla valorizzazione del vitigno, evitando di seguire mode passeggere. Questa dedizione ha portato alla creazione di etichette come il Murgo Brut e il Brut Rosé, così come la linea Saemper in diverse varianti, fino al Barone del Murgo Pas Dosé, un esempio di ricerca approfondita sui lunghi affinamenti.

La crescita dell’azienda e la gestione familiare

La nuova cantina, inaugurata nel 2000, è stata ampliata nel 2025 per includere spazi dedicati alla spumantizzazione, al remuage, al dégorgement e all’affinamento. Attualmente, la cantina Murgo si estende su circa 44 ettari di vigneto e produce 450 mila bottiglie, di cui quasi la metà è rappresentata dai Metodo Classico. La gestione dell’azienda rimane saldamente nelle mani della famiglia, con la proprietà condivisa tra gli otto fratelli Scammacca del Murgo.

Michele, in qualità di responsabile della produzione, è affiancato dal nipote Costantino Scammacca del Murgo, che si occupa dello sviluppo commerciale e della sostenibilità. Insieme a loro, lavorano l’enologo Vito Giovinco, l’agronomo Domenico Orlando e il direttore commerciale Rosario Spinella, formando un team dedicato alla qualità e all’innovazione.

Espansione nei mercati e iniziative culturali

La presenza della cantina sui mercati è in continua evoluzione. Attualmente, l’Italia rappresenta circa l’85% del fatturato, mentre l’export contribuisce per il 15%, con gli Stati Uniti in cima alla lista dei mercati esteri, seguiti da Germania e Giappone. Le etichette più richieste includono l’Etna Bianco, l’Etna Rosso e gli spumanti Metodo Classico, tutte espressioni di un legame profondo con il territorio.

La Tenuta San Michele offre anche ospitalità, con camere, ristorante e opportunità di degustazione. Il recupero di Palazzo Scammacca nel centro di Catania ha dato vita a Cortile Murgo e al Teatro Murgo, spazi dedicati a concerti ed eventi culturali. L’iniziativa Jazz in Vigna completa un progetto che utilizza il vino come strumento per raccontare la cultura e l’identità dell’Etna.

Affrontare le sfide del cambiamento climatico

Oggi, le sfide sono diverse rispetto al passato. Il cambiamento climatico sta influenzando il comportamento delle viti, anticipando le maturazioni e richiedendo un continuo adattamento delle pratiche agronomiche. Michele Scammacca del Murgo affronta questa trasformazione con lo stesso approccio che ha guidato le scelte fondamentali dell’azienda, affermando che ogni vendemmia porta con sé nuove sfide e opportunità da cogliere.