Residui e aflatossine, Unaproa chiede controlli documentati sulle nocciole estere
Unaproa e le Organizzazioni dei Produttori chiedono maggiore trasparenza sull’efficacia dei controlli effettuati sulle nocciole provenienti dai Paesi terzi. La richiesta riguarda la quantità di partite sottoposte a verifica, i risultati delle analisi e i criteri utilizzati per selezionare i campioni.
In Italia arrivano quantitativi significativi di nocciole da Turchia, Azerbaigian, Georgia, Cile e Stati Uniti. La materia prima è ampiamente utilizzata dall’industria alimentare per produrre creme e dolciumi.
Le associazioni precisano di non voler mettere in dubbio la qualità delle merci importate. Chiedono però che la sicurezza venga accertata con la stessa accuratezza per tutti i lotti, indipendentemente dall’origine, così da tutelare i consumatori e i produttori italiani.
Residui fitosanitari e aflatossine
La legislazione europea stabilisce limiti massimi per i residui fitosanitari applicabili ai prodotti interni ed esteri, prevedendo anche specifiche tolleranze all’importazione. Per questo, secondo Unaproa e le organizzazioni dei produttori, è importante conoscere l’estensione effettiva dei controlli e gli esiti delle verifiche.
Un ulteriore fattore di rischio è rappresentato dalle aflatossine, micotossine pericolose per la salute. La loro prevenzione dipende dal rispetto delle procedure corrette di essiccazione, conservazione e trasporto. Le associazioni chiedono quindi campionamenti rappresentativi e controlli puntuali lungo l’intera filiera.
L’appello è rivolto alle istituzioni competenti, affinché garantiscano maggiore trasparenza sui dati dei controlli e nessuna merce venga esclusa dai riscontri. L’obiettivo indicato è evitare penalizzazioni per i produttori locali e assicurare condizioni di equità sul mercato, mantenendo prioritarie la sicurezza alimentare e la tutela della salute dei consumatori.
Fonte originale: Unaproa, trasparenza sui controlli delle nocciole importate dai Paesi terzi