Pedro Sanchez ha subito una doppia sconfitta al Congresso sui decreti casa varati per fronteggiare l’emergenza abitativa. Nonostante i presidi nelle piazze spagnole e le proteste fuori dall’aula, l’esecutivo è andato sotto con voti contrari sui due provvedimenti, aprendo la strada a elezioni anticipate forse già a fine novembre.
Secondo quanto riferito, il governo non è riuscito a ottenere l’appoggio necessario neppure dopo l’appello in aula del premier Pedro Sanchez e l’intervento della ministra della Casa Isabel Rodriguez. La protesta, intanto, ha continuato ad accendersi, con nuove mobilitazioni previste e l’ipotesi di uno sciopero generale.
Doppio stop ai decreti sull’emergenza abitativa
Il primo decreto è stato rigettato con 178 voti contrari e 172 favorevoli. Determinanti, nel quadro di un Parlamento frammentato, sono stati i voti contrari di Junts. Il secondo decreto, bocciato con 184 no e 166 sì, prevedeva come unica misura il rinnovo automatico per due anni dei contratti d’affitto in scadenza nel 2028 e “indennizzi” ai proprietari per 12 mesi di canone in caso di revoca ingiustificata.
Nel dibattito, l’esecutivo avrebbe cercato fino all’ultimo di convincere Junts quantomeno all’astensione. Isabel Rodriguez ha richiamato l’esistenza di richieste recepite nel principale provvedimento e l’idea che non sia compatibile con una “democrazia avanzata” consentire un altro sfratto. Anche Pedro Sanchez ha invitato a “mettere da parte i calcoli politici” e a considerare le famiglie alle prese con prezzi elevati e sfratti.
Verso urne e nuove proteste
La sconfitta apre la strada a una possibile convocazione anticipata. Il presidente del governo sta valutando la scelta più opportuna e si prenderà il fine settimana per decidere se procedere a una data anticipata. Sul piano politico, per una parte del PSOE la caduta dei decreti potrebbe diventare un’occasione per portare alle urne il tema della casa, valorizzando il voto contrario di destre e Junts.
La prospettiva, però, non è priva di rischi: Sanchez dovrà considerare anche le condizioni degli alleati, in particolare Sumar, che non avrebbe ancora completato il progetto di “Frente Amplio” e non avrebbe individuato un candidato. L’ipotesi di voto anticipato viene collegata a una prima data indicata: domenica 29 novembre, con formalizzazione dello scioglimento delle Camere già la settimana successiva, secondo fonti governative citate da elDiario.es.
Nel frattempo, le proteste proseguono: a Madrid e in altre città sono previste manifestazioni. Tra gli scenari menzionati, anche un sciopero generale viene indicato come possibile risposta alle bocciature in aula.
Fonte originale: Sanchez battuto sui decreti casa, ipotesi elezioni anticipate