Ogni giorno, nel mondo, si stima che venga sprecato cibo per un valore equivalente a oltre un miliardo di pasti. Questo fenomeno è principalmente attribuibile a cattive abitudini di consumo e a inefficienze nelle filiere distributive. In Italia, lo spreco alimentare domestico ha un costo di circa 378 euro a persona all’anno, un importo che corrisponde quasi a due mesi di spesa alimentare, pari al 9-11% del budget annuale destinato al cibo. Il 5 febbraio rappresenta una data significativa, in quanto si celebra la Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema che ha ripercussioni non solo etiche ed economiche, ma anche ambientali.
Le filiere corte e il chilometro zero come soluzioni efficaci
Secondo i dati forniti da Unep e riportati da Coldiretti, il 60% dello spreco alimentare si verifica all’interno delle abitazioni, mentre il restante 40% è suddiviso tra ristorazione (28%) e commercio al dettaglio (12%). Una strategia efficace per ridurre gli sprechi è rappresentata dai sistemi alimentari locali. L’acquisto di prodotti a chilometro zero, attraverso filiere corte come i mercati contadini o direttamente dagli agricoltori, può portare a una diminuzione dello spreco alimentare fino al 70%, come evidenziato da dati Ispra.
Le buone pratiche quotidiane rivestono un ruolo fondamentale nella lotta contro lo spreco. È consigliabile pianificare la spesa con liste dettagliate, effettuare acquisti più frequenti ma moderati, optare per prodotti di stagione e prestare attenzione alle etichette, distinguendo tra “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”. La cucina del recupero, con ricette tradizionali come la ribollita toscana, i canederli trentini e la frittata di pasta, dimostra come gli avanzi possano trasformarsi in risorse preziose.
Too good to go: una visione economica dello spreco alimentare
Mirco Cerisola, Country Director di Too Good To Go Italia, ha affrontato il tema dello spreco alimentare in occasione della Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, evidenziando non solo l’aspetto ambientale, ma anche quello economico.
“Negli ultimi anni, secondo i dati ISTAT, il costo del cibo in Italia è aumentato in misura maggiore rispetto all’inflazione generale, registrando un incremento del 24,9% rispetto al 17,3% dell’inflazione. In questo contesto, sprecare cibo equivale a pagare una ‘tassa invisibile’ che grava sui bilanci familiari, un costo che affrontiamo senza nemmeno rendercene conto. Il nostro calcolo indica che lo spreco domestico ammonta a 378 euro a persona all’anno, un valore che rappresenta quasi due mesi di spesa alimentare destinati al cestino, ovvero circa il 9-11% del budget alimentare annuale procapite.
La Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare è un’importante occasione per mantenere alta l’attenzione su questo fenomeno e per sottolineare che ridurre lo spreco non è solo una scelta sostenibile per il pianeta, ma anche un’opportunità economica immediata per affrontare il caro vita. Soluzioni anti-spreco come Too Good To Go consentono di acquistare prodotti ancora buoni a prezzi ridotti, con un risparmio che può superare gli 880 euro all’anno. Questo approccio ha portato a un impatto positivo per consumatori, negozi e ambiente, con oltre 32 milioni di pasti salvati grazie alle nostre Surprise Bag, di cui 8 milioni solo nel corso del 2025. Un dato che dimostra come sia possibile fare la differenza in modo semplice e accessibile a tutti.”
